Durante la mia permanenza a Londra ho potuto assistere a tutto ciò che questa città ha da offrire, in particolar modo incontri, eventi, musica e spettacoli teatrali. Tra le diverse opportunità la mia attenzione è subito caduta su un film che ha fatto epoca: Cat On The Hot Tin Roof (La gatta sul tetto che scotta), un capolavoro degli anni ‘50 rivisitato in chiave moderna sotto forma di musical, arricchito di suoni e colori che rendono l’atmosfera suggestiva e ricca di emozioni.
All’inizio ero un po’ scettico, ma questo musical mi ha permesso di rivivere le emozioni che si provavano una volta quando andavi al cinema: un evento che ti tocca il cuore e che porti con te anche all’uscita dalla sala e ti fa guardare al mondo sotto altri punti di vista. È un’esperienza difficile da provare al giorno d’oggi, in una società che cambia e che guarda solo alle cose prettamente utilitaristiche e spesso dimentica i valori profondi che ci hanno fatto crescere.
Il connubio tra musica e spettacolo trasformano ciò che era solo ed esclusiavamente visivo in qualcosa di magico, facendoti provare emozioni vere e dandoti qualcosa che durante la visione di un film è difficile da percepire.
Ho visto questo film centinaia di volte e non mi stancherò mai di rivederlo, ma posso confermarvi con assoluta certezza che questo spettacolo mi ha fatto riprovare le stesse emozioni della prima volta, avvolto in una atmosfera assolutamente fantastica in cui la musica fa da cornice a sentimenti e valori di un mondo che cambia continuamente.
Ritornando alla mia esperienza, appena mi sono seduto nel famosissimo teatro Broadway mi ha colpito subito l’enorme palco e l’atmosfera suggestiva.
La scenografia, a mio avviso, è semplice ma fedele alle emozioni che il film trasmette: il pregiuzio, l’incomunicabilità della famiglia, l’omosessualità vista come una verità da non rivelare, ed infine la malattia che abbrevia il tempo per guardare la vita secondo diversi punti di vista, per dirsi quello che non si è mai stati capaci di dire, per affermare le differenze. Le differenze che in Williams affiorano come sempre, anche in questo musical, in cui la musica e il cast sfiorano i sentimenti del pubblico, non solo per la presunta omosessualità del giovane Brick, ma anche per come è sottile il confine tra sentimenti del tutto opposti. Ovviamente il centro della scena rimane la casa, teatro di tutti i sentimenti della famiglia, dove si incrociano amore ed odio di un nucleo formato da 3 donne e 3 uomini.
Man mano che attori e ballerini si alternavano sul palco, il pubblico, me compreso, veniva trascinato in un susseguirsi di suoni e luci fantastici.
Eh sì! Questo musical mi ha fatto proprio emozionare! Il finale poi, è stato veramente in grande stile! Ovviamente non posso dire nient’altro, altrimenti rovinerei il gusto di vedere questo spettacolo.
Chiedo venia a tutti coloro che siano rimasti fedeli al film, ma anche io da profano avevo dei pregiudizi se fosse possibile che un musical potesse rappresentare un film che aveva riscosso un tal successo mezzo secolo fa. È stata una pura casulità aver visto questo spettacolo ed, in quanto tale, voglio scrivervi queste mie emozioni per invitarvi vivamente ad andare a vedere questa interpretazione fantastica.
L’ultima cosa che vorrei dirvi è che in ognuno di noi vi sono emozioni e sentimenti che vivono in tutti coloro che interpretano questo spettacolo, non permettiamo che perdano il loro significato.
Nicola