Stage Londra Your Official Guide To the World of English Culture



Imparare l’inglese a Londra non è mai stato così facile!

Quella che vado a raccontarvi è la strana storia di un mio carissimo amico che come tanti altri si è recato a Londra per imparare l’inglese. Esistono molti modi per imparare l’inglese, lui ha scelto di fare uno stage in una azienda che si occupa di turismo. Ovviamente l’inizio è stato difficile ma poi... Qual è il modo migliore per imparare l’inglese? Non lo so! Quello che so, è che un bel giorno un mio carissimo amico, mentre stava navigando su internet, ebbe una brillante idea.


Stage Londra: Imparare l'Inglese a Londra

Il mio amico voleva imparare l’inglese ad ogni costo. “È importante conoscere le lingue per non essere mediocri!” sentiva continuamente dire dalle persone che lo circondavano... Non ne poteva più! Allora un giorno decise di scrivere su un noto motore di ricerca le parole chiave “Stage Londra”. Come per magia, apparve sul monitor del suo computer un link che da lì a poco tempo lo portò a preparare le valigie, lasciare casa sua e recarsi a Londra.


Ci pensate, un link è in grado di cambiarvi radicalmente la vita da un giorno all’altro! Il mio amico, malgrado la paura di volare, si convinse a prendere l’aereo per andare in quel nuovo mondo che lo avrebbe aiutato ad uscire dalla mediocrità. Con grande, anzi grandissimo sacrificio, si lasciò tutto alle spalle, famiglia, fidanzata, amici, abitudini e si catapultò in quella nuova esperienza. “Ti servirà per il futuro! Ti aiuterà a crescere!” Continuava a ripetersi nella zucca per auto-convincersi di quello che era in procinto di fare. La paura di volare gli era passata, aveva la mente impegnata tutto il tempo a pensare a quello che avrebbe trovato in quella che per i successivi 4 lunghissimi mesi sarebbe divenuta la sua dimora. Arrivò così a Heathrow, così si chiama il più grande dei tanti aeroporti di Londra, più precisamente al terminal 1. Quando si prende l’aereo per spostarsi da un luogo ad un altro una delle più comuni paure, oltre a volare, è quella di perdere i bagagli. Ebbene si, la valigia del mio amico non arrivò!
My luggage has been lost! Questa fu una delle prime frasi che imparò in Inghilterra... Sapete cosa significa? Il mio bagaglio è stato smarrito! La compagnia aerea lo rassicurò dicendogli che gli sarebbe stato consegnato a domicilio perchéera stato imbarcato sul volo successivo. “Speriamo solo che lo consegnino davvere a domicilio!” esclamò tra sè e sè! Perchéper arrivare a destinazione avrebbe dovuto prendere ancora la metropolitana e il treno, l’unico vantaggio di questo disguido era il fatto che sarebbe stato più leggero! Prese così la metropolitana, poi il treno e arrivò a destinazione.


Stage Londra: Imparare l'Inglese a LondraAdesso chiudete gli occhi e immaginate questa scena: una porta che si apre, una cucina attrezzata e 30/40 ragazzi provenienti da ogni parte del mondo con solo una cosa in comune, la lingua... quella lingua che lui non conosceva! I ragazzi, molto cordiali e socievoli, cercarono subito di metterlo ad agio. Gli spiegarono, anzi cercarono di spiegargli, come era organizzato il lavoro, la convivenza; ma lui sentiva solo un “fruscio” che usciva dalla bocca di quelle persone che emettevano suoni alla velocitàdella luce. Con il suo primo mal di testa da lingua straniera si ritirò nella sua stanza per la notte. Si sentiva confuso, spaesato, preoccupato (la valigia non era ancora arrivata!) e la domanda sorgeva spontanea… Ma cosa ci faccio qui? Passò la notte. Primo giorno di lavoro. Non conosceva nessuno, non era in grado di comunicare, la lingua lo limitava, l’unico amico che aveva era il suo computer che lo avrebbe potuto mettere in contatto con i suoi cari se non fosse stato proibito. Nelle ore lavorative è proibito usare il computer per scopi personali! Yes! Yes! Yes! Giorno dopo giorno, parola dopo parola, iniziò ad integrarsi, a fare amicizia e a conoscere nuove culture, nuovi cibi (La nostra cucina italiana è la migliore! In assoluto la migliore!) All’inizio ripeteva in continuazione “Can you speak slowly please?” (Puoi parlare più lentamente per favore?), “I don’t understand!” (Non capisco!), “Can you repeat please?” (Puoi ripetere per favore?), “What? (Cosa?), poi pian piano quel fruscio che sentiva appena era arrivato cominciava a diventare qualcosa di più comprensibile. All’inizio è stata molto dura e non vi nascondo che ha pensato più di una volta di mollare tutto e tornare a casa. Ma bisogna essere forti!


Volete sapere come è andata a finire? Non lo so! Perchéil mio amico è ancora in balia delle onde, sorry, della lingua, quella lingua che prima o poi imparerà… ma che mai e poi mai amerà! Una cosa è certa, questa esperienza gli serviràad apprezzare di più molte cose che prima aveva sottovalutato. Ah, dimenticavo! La valigia gli è stata come promesso consegnata il giorno dopo il suo arrivo! Mi è piaciuto raccontare questa storia immaginando che fosse stato qualcun altro il protagonista di questa avventura.
Ahimè, il vero protagonista sono io! Dopo tante peripezie, sono quasi riuscito a trovare il mio equilibrio, continuo a guardarmi intorno con occhi meravigliati, cercando di adattarmi a uno stile di vita completamente diverso...

Pasquale Simonetta



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